Questo articolo ti farà divenire cieco

Disclamer: questo articolo tratta una tematica sensibile a molti. Invito gli scettici ,o meno, a leggere il testo considerandolo come una semplice analisi di esperienze personali.
Il ritorno della mano sinistra e sporcacciona della masturbazione

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In questo periodo di gravi difficoltà sanitarie ed economiche, esiste qualcuno che medita sulla limitazione dell’autoerotismo poichè ritenuto gravoso su giovani e minori. Senza voler fare del benaltrismo direi che lo spettro della pornografia, prima o poi ,sarebbe tornato. Circa come il “caldo record” di ogni estate italiana o una “nuovissima” canzone reggaeton.

Data la natura contenutistica del blog lo ammetto. Amo la pornografia e la difendo a spada tratta. Perchè?

Per lo stesso motivo per cui ad una età matura mi sono scoperto un grande amante del kebab, nessuno fino ad all’ora mi aveva parlato della sua esistenza. Mi spiego meglio. Cresciamo apprendendo da tutto quello che ci circonda, dal cibo, abitudini e modi di dire arancino o arancina. Diverso discorso si fa per il sesso che in molte famiglie nostrane, è un tabù vecchio quanto il raffreddore.

Quindi diventiamo bimbi grandi ed improvvisamente arrivano i dodici anni(circa), alle donne crescono i seni e agli uomini vengono incessanti erezioni mattutine. Con cosa ci ritroviamo quando chiediamo spiegazioni? Con la classica risposta presa dal libretto delle frasi fatte “stai diventando un uomo/donna”.

Ricordo molto bene quei momenti

Quando iniziai a sentirmi attratto dal sesso femminile mi sentivo inadeguato, il giorno prima le prendevo in giro e l’ipotesi di un bacio avrebbe disgustato chiunque. In uno schiocco di dita non riuscivo più a dire mezza parola in presenza di una ragazza. Sembravano degli incomprensibili alieni ai miei occhi, non considerando il fatto che forse anche loro stavano passando la stessa cosa. Un giorno arrivò la rivelazione: un compagno più grande di me scrisse sul banco, con la matita, quasi per gioco, uno strano indirizzo internet che lui apprezzava particolarmente, ovviamente si trattava di un sito pornografico. (A causa di questo episodio per vari mesi rimasi convinto del fatto che scrivere sui banchi nomi di siti porno rappresentasse  una sorta di rito iniziatico di ogni uomo scopritore del porno, invece no, era una cosa fatta a caso dal mio compagno)

L’epifania sessuale era giunta a me, direttamente in casa mia. Tra quella confusissima a tratti imbarazzante e disgustosa cloaca di gente nuda che faceva sesso, presi coscienza del piacere fisico derivante dall’immaginazione. Prima di allora la masturbazione era un gesto meccanico quasi indipendente dal desiderio di accoppiarmi, era come svuotare la moka dopo aver fatto il caffè o svolgere una qualsiasi funzione fisiologica. Improvvisamente divenne fonte di desideri, preferenze e gusti che avrei applicato alla vita di tutti i giorni. Imparai categorie, indirizzi web e nomi di attrici in pochissimi attimi.

Ora capivo perchè ero attratto dalle donne, perchè non staccavo gli occhi dai loro seni, dai sederi ballerini e dalle loro labbra. Presi coscienza del fatto che sapevo. Senza che nessuno mi avesse spiegato assolutamente nulla.

Il lato negativo del tutto

Maturando la mia coscienza sessuale e sviluppando l’uso del mezzo pornografico, mi resi conto sin da subito dell’enorme contrasto tra “sessualità sociale” e “sessualità intima”( terminologia mia, non scientifica, statemi dietro). Da una parte manifestavo il mio desiderio sessuale approfittando del porno , dall’altra vedevo una società che ancora denigrava la pornografia definendola diseducativa e oggettificante per le donne per poi propinarci, in orari non protetti, programmi pieni di tette, culi e gambe lunghe. Come può un ragazzo o una ragazza trovare una quadra in tutto questo casino?

Si sentono spesso storie di persone inglobate dal tunnel pornografico, individui talmente assoggettati da quelle immagini dal non riuscire più a cercare una soddisfazione sessuale nel mondo reale. Sappiamo di donne e uomini diventati schiavi dell’industria pornografica. Conosciamo molto dei risvolti del mondo pornografico, ma come per tutte le cose presumo che un mezzo sia in grado di diventare una condanna nel momento in cui colui che fa un uso sbagliato di quello strumento ha paura anche di parlarne, di informarsi e di prendere coscienza del problema. Da dove arriva la paura? Dal terrore sistematico di essere giudicato da coloro che per una intera vita non ti hanno parlato della bellezza del sesso, definendolo, come un peccato o una azione disdicevole. Per non parlare inoltre dello stigma per preferenze sessuali differenti o le definizioni offensive nei confronti di omosessuali mascherate in battute.

Una reazione al tabù

Il porno è una risposta. Una vendetta silenziosa che nasce da secoli di culture bigotte che crescono frustrati sessuali ancora attaccati alle etichette di genere, di orientamento sessuale e di “ordine naturale delle cose”. A scuola non ho mai fatto educazione sessuale(se non due volte), non sapevo come era fatto il corpo di una donna e non sapevo neanche che le si potesse dare piacere: In una settimana di porno, anche se in modo individuale, ho scoperto che siamo tutti persone con un desiderio sessuale che ci cresce dentro(e come cresce!) e che amiamo dare piacere al prossimo e riceverlo a nostra volta.

Faccio il brofist alla mano sinistra e sporcacciona della masturbazione

Il porno non è certamente il mezzo adatto per ottenere coscienza sessuale. Ma è l’unico che abbiamo oltre all’esperienza: in un mondo contraddittorio che ci propone etichette convenzionali, corpi semi nudi sui cartelloni e privazioni sociali. Attraverso la pornografia(ripeto, per quanto non sia il mezzo adatto) molti hanno preso consapevolezza della loro naturale sessualità, anche andando contro ai canoni imposti dalla società. Che voi siate dunque amanti del porno o meno(e potreste avere anche ottimi motivi per odiarlo), ricordatevi sempre che il sesso non lo si insegna non parlandone o demonizzandolo: Quando vedremo questi argomenti liberamente trattati nelle scuole e soprattutto nelle famiglie, avremo certamente da entrambi i sessi, più apertura mentale, consapevolezza, e meno bisogno del porno.

Ai signori che desiderano limitare i miei atti masturbatori

( in questa specifica situazione )

Non siete solo dalla parte sbagliata della storia, ma anche in una parte buia e molto triste. In nessun contesto sociale si è mai dimostrato che la privazione di un mezzo conosciuto ai più è in grado di produrre effetti positivi. Si vuole evitare che i minori guardino porno? I parental control esistono da anni, così come la capacità di dialogo e l’apertura mentale nei confronti di un gesto, il sesso, che tutti prima o poi faranno(diamine lo spero per loro). Tramite questi elementi ho comunque trovato un nuovo modo di praticare l’autoerotismo, una sorta di “giustizia masturbatoria”: Ogni volta che vedrò queste persone sputare vetriolo sulla emancipazione sessuale, sul sesso e sul porno, mi farò un “solitario” pensando al fatto che niente potrà fermare la mano sinistra e sporcacciona della masturbazione.

N.B. Si ribadisce che l’articolo non vuole in alcun modo toccare o sminuire esperienze e opinioni negative rispetto alla pornografia. Come ogni prodotto moderno il porno ha creato storture dovute a molteplici ragioni, prima tra tutte la tendenza ad alienare coloro che ne fanno uso. L’articolo intende parlare proprio di questo.

Articolo di Zio Pera, illustrazione di GVADAG. Ricordate di lasciare un mi piace sul blog e sulla pagina Facebook.

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