Concepire il compimento.

 

 

Quinto Compleanno 000

I compleanni sono da sempre una celebrazione della “vita che continua”. I tuoi contigui sono felici di vederti crescere e di poter scroccare una cena pagata da te. Oppure, ancor più semplicemente, è una facile scusa per festeggiare, il che non guasta mai in tempi di magra emotiva.
Senza soffermarci sull’evento “compleanno” in fase infantile, letteralmente un mercato dell’ego dove il centro del mondo diventa la tua felicità quando spacchetti regali, mi preme principalmente parlare della tortura interiore dei compleanni in età adulta. Almeno per come vivo io le cose.

Iniziamo dicendo che il tempo è una invenzione umana.

Si ok, il tempo esiste veramente in vari ambiti scientifici. Ma il modo in cui costruiamo il tempo ordinario è tutto di nostra concezione, ci facilità la vita e crea le abitudini e i rituali. Noi però parliamo di un rituale nello specifico, nato con la concezione stessa del tempo, che ha dei maligni risvolti per l’uomo comune.

Tutto parte dall’ego.

Per quanti euro del carrello daremo al poveretto fuori dal super mercato, siamo e rimarremo esseri guidati dall’ego. La voglia di sentirsi buoni, ricchi, potenti, agli occhi propri o degli altri aumenta man mano che cresciamo. Come mai? Per colpa dei compleanni amici miei.
Ogni volta che per la società sei di un anno più vecchio (in età adulta ovviamente), il nostro cervello si resetta facendo una sorta di inventario e punto della situazione nel merito dei traguardi fatti e di quanti capelli ti sono rimasti. L’intero percorso di vita di ogni essere umano è in parte socialmente prestabilito: Lo vediamo nei rituali religiosi classici, nei percorsi scolastici e nel lavoro. Raccogliamo tutto assieme e avremo una vita in buona parte preimpostata, dove ogni essere vivente ha per un giorno all’anno una campanella mentale chiamata compleanno che risuona nella testa e ti dice “sbrigati!”.

Personalmente vado in paranoia

Nella vita senti di avere una finestra di tempo limitata per fare cose, e i compleanni non sono altro che dei reminder sopra un calendario, sempre pronti a sputare sentenze sulla tua vita e sui tuoi traguardi non raggiunti.
La grande fortuna e sfortuna dell’uomo sta nel fatto di essere talmente vanesio dal desiderare di compiere più cose possibili nel tempo di vita che ha a disposizione. Questo ha creato grandi personaggi, invenzioni e meme su internet.
Guardate per esempio gli elfi delle saghe fantasy più famose: Questi vivono un sacco eppure gli umani quasi sempre surclassano la loro longevità con il progresso, gli elfi rimandano ogni cosa, non facendo figli e rimanendo nel loro campanilismo. Gli umani sono sempre dannatamente consci del tempo che passa e sapendo di averne a disposizione relativamente poco, cercano costantemente di imporre il loro lascito sul mondo sfornando figli e inventando macchine di distruzione di massa. Questa è paura, senso di inferiorità ed ego, nel bene e nel male.
Nonostante l’esempio beota possiamo facilmente capire che l’età adulta diventa per tutti una lunga maratona costellata di rinunce e scelte estremamente difficili, sempre dettate dal ticchettio che tempo che passa.

La sensazione che ho sempre provato dai venti in poi è quella di costante inadeguatezza rispetto al mondo che mi circonda. Per me è sempre stata una battaglia continua decidere tra quello che sono e quello che devo.

Man mano che il tempo prosegue ci si sente sempre in dovere di lasciare indietro sogni, desideri e passioni.

La non accettazione e l’aiuto di formidabili guru.

Parlando con persone più grandi di me, mi è sempre stato detto che queste problematiche fanno parte della crescita e del rendersi conto che la vita, purtroppo, è anche rinuncia e perdita di illusioni. In buona parte accetto queste premesse, dall’altra respingo completamente l’idea di annullare me stesso solo per non avere crisi di panico nei giorni dei miei compleanni.

Ho avuto l’immensa fortuna, forse la più grossa della mia vita, di poter conoscere persone che nonostante le paranoie, i dubbi, ed i dannatissimi compleanni, sono state in grado in età più avanzata della mia di rimanere vive, fedeli alle loro passioni e aggrappate come cozze agli scogli ai loro sogni. Queste persone fanno enormi sacrifici fisici e mentali, rifiutando commenti di sufficienza sul loro operato e rinnegando totalmente l’idea classica del vivere per il proprio lavoro.

Le persone di cui parlo ovviamente, compresa la persona con cui collaboro per questo blog, sono sempre state una formidabile benzina per me, ed in qualche modo, sono certo di esserlo stato anche io per loro: Non è certamente facile nel mondo degli uomini fatti e finiti parlare di arte, musica o passioni personali, buona parte degli argomenti vertono sul lavoro, le tasse e sull’ultima puntata di chi vuol essere milionario. Queste persone, che non si sono mai arrese, meritano rispetto, non stigma. Non è immaturo coltivare le proprie passioni, è eroico.

Il blog, i compleanni e la storia di noi sfigati.

Cinque anni orsono, con una delle persone più improbabili di tutte, iniziai a fare un blog a fumetti, limando le mie abilità e apprendendo molte forme artistiche che non conoscevo o che prima non ero in grado di apprezzare. Da allora mi sono lanciato in sempre più avventure, arrivando a scrivere, con molta cautela, piccoli pensieri e sfoghi personali sul blog. Passati questi cinque anni non siamo diventati famosi, non siamo ricchi e spesso ci rimaniamo male per i cattivi rating di uno o l’altro progetto. I tempi inoltre si allungano, le cose da fare tra lavoro e studio aumentano, più si procede più si rallenta. Ma sapete una cosa? Ho pensato, scrivendo questo piccolo pensierino, proprio in virtù del fatto che ancora un nuovo anno è passato, di proporre un patto con il mio collega e con tutti coloro che come noi hanno una piccola passione personale che curano come un bambino: A voi che respirate la vostra arte, che leggete, studiate, disegnate o scrivete, ad ogni nuovo compleanno invece di crogiolarvi nel pensare di non stare avendo risultati, pensate al fatto che ci state ancora provando. Dopo le critiche, i pianti e i crolli nervosi siete ancora lì come stoiche statue a perseguire i vostri sogni. Non state scappando dalla realtà, la state rimodulando perché non riuscite ad accettarne le regole. Siete già artisti, e siete già quello che volete diventare.

Il Pianeta dei Polletti, blog di GVADAG e ZioPera, compie cinque anni di testate ad un muro che difficilmente sarà sgretolato, tuttavia non smette di dare testate.
Testo di ZioPera, vignetta di GVADAG.

 

Questo articolo ti farà divenire cieco

Disclamer: questo articolo tratta una tematica sensibile a molti. Invito gli scettici ,o meno, a leggere il testo considerandolo come una semplice analisi di esperienze personali.
Il ritorno della mano sinistra e sporcacciona della masturbazione

Cecità Blog 000

In questo periodo di gravi difficoltà sanitarie ed economiche, esiste qualcuno che medita sulla limitazione dell’autoerotismo poichè ritenuto gravoso su giovani e minori. Senza voler fare del benaltrismo direi che lo spettro della pornografia, prima o poi ,sarebbe tornato. Circa come il “caldo record” di ogni estate italiana o una “nuovissima” canzone reggaeton.

Data la natura contenutistica del blog lo ammetto. Amo la pornografia e la difendo a spada tratta. Perchè?

Per lo stesso motivo per cui ad una età matura mi sono scoperto un grande amante del kebab, nessuno fino ad all’ora mi aveva parlato della sua esistenza. Mi spiego meglio. Cresciamo apprendendo da tutto quello che ci circonda, dal cibo, abitudini e modi di dire arancino o arancina. Diverso discorso si fa per il sesso che in molte famiglie nostrane, è un tabù vecchio quanto il raffreddore.

Quindi diventiamo bimbi grandi ed improvvisamente arrivano i dodici anni(circa), alle donne crescono i seni e agli uomini vengono incessanti erezioni mattutine. Con cosa ci ritroviamo quando chiediamo spiegazioni? Con la classica risposta presa dal libretto delle frasi fatte “stai diventando un uomo/donna”.

Ricordo molto bene quei momenti

Quando iniziai a sentirmi attratto dal sesso femminile mi sentivo inadeguato, il giorno prima le prendevo in giro e l’ipotesi di un bacio avrebbe disgustato chiunque. In uno schiocco di dita non riuscivo più a dire mezza parola in presenza di una ragazza. Sembravano degli incomprensibili alieni ai miei occhi, non considerando il fatto che forse anche loro stavano passando la stessa cosa. Un giorno arrivò la rivelazione: un compagno più grande di me scrisse sul banco, con la matita, quasi per gioco, uno strano indirizzo internet che lui apprezzava particolarmente, ovviamente si trattava di un sito pornografico. (A causa di questo episodio per vari mesi rimasi convinto del fatto che scrivere sui banchi nomi di siti porno rappresentasse  una sorta di rito iniziatico di ogni uomo scopritore del porno, invece no, era una cosa fatta a caso dal mio compagno)

L’epifania sessuale era giunta a me, direttamente in casa mia. Tra quella confusissima a tratti imbarazzante e disgustosa cloaca di gente nuda che faceva sesso, presi coscienza del piacere fisico derivante dall’immaginazione. Prima di allora la masturbazione era un gesto meccanico quasi indipendente dal desiderio di accoppiarmi, era come svuotare la moka dopo aver fatto il caffè o svolgere una qualsiasi funzione fisiologica. Improvvisamente divenne fonte di desideri, preferenze e gusti che avrei applicato alla vita di tutti i giorni. Imparai categorie, indirizzi web e nomi di attrici in pochissimi attimi.

Ora capivo perchè ero attratto dalle donne, perchè non staccavo gli occhi dai loro seni, dai sederi ballerini e dalle loro labbra. Presi coscienza del fatto che sapevo. Senza che nessuno mi avesse spiegato assolutamente nulla.

Il lato negativo del tutto

Maturando la mia coscienza sessuale e sviluppando l’uso del mezzo pornografico, mi resi conto sin da subito dell’enorme contrasto tra “sessualità sociale” e “sessualità intima”( terminologia mia, non scientifica, statemi dietro). Da una parte manifestavo il mio desiderio sessuale approfittando del porno , dall’altra vedevo una società che ancora denigrava la pornografia definendola diseducativa e oggettificante per le donne per poi propinarci, in orari non protetti, programmi pieni di tette, culi e gambe lunghe. Come può un ragazzo o una ragazza trovare una quadra in tutto questo casino?

Si sentono spesso storie di persone inglobate dal tunnel pornografico, individui talmente assoggettati da quelle immagini dal non riuscire più a cercare una soddisfazione sessuale nel mondo reale. Sappiamo di donne e uomini diventati schiavi dell’industria pornografica. Conosciamo molto dei risvolti del mondo pornografico, ma come per tutte le cose presumo che un mezzo sia in grado di diventare una condanna nel momento in cui colui che fa un uso sbagliato di quello strumento ha paura anche di parlarne, di informarsi e di prendere coscienza del problema. Da dove arriva la paura? Dal terrore sistematico di essere giudicato da coloro che per una intera vita non ti hanno parlato della bellezza del sesso, definendolo, come un peccato o una azione disdicevole. Per non parlare inoltre dello stigma per preferenze sessuali differenti o le definizioni offensive nei confronti di omosessuali mascherate in battute.

Una reazione al tabù

Il porno è una risposta. Una vendetta silenziosa che nasce da secoli di culture bigotte che crescono frustrati sessuali ancora attaccati alle etichette di genere, di orientamento sessuale e di “ordine naturale delle cose”. A scuola non ho mai fatto educazione sessuale(se non due volte), non sapevo come era fatto il corpo di una donna e non sapevo neanche che le si potesse dare piacere: In una settimana di porno, anche se in modo individuale, ho scoperto che siamo tutti persone con un desiderio sessuale che ci cresce dentro(e come cresce!) e che amiamo dare piacere al prossimo e riceverlo a nostra volta.

Faccio il brofist alla mano sinistra e sporcacciona della masturbazione

Il porno non è certamente il mezzo adatto per ottenere coscienza sessuale. Ma è l’unico che abbiamo oltre all’esperienza: in un mondo contraddittorio che ci propone etichette convenzionali, corpi semi nudi sui cartelloni e privazioni sociali. Attraverso la pornografia(ripeto, per quanto non sia il mezzo adatto) molti hanno preso consapevolezza della loro naturale sessualità, anche andando contro ai canoni imposti dalla società. Che voi siate dunque amanti del porno o meno(e potreste avere anche ottimi motivi per odiarlo), ricordatevi sempre che il sesso non lo si insegna non parlandone o demonizzandolo: Quando vedremo questi argomenti liberamente trattati nelle scuole e soprattutto nelle famiglie, avremo certamente da entrambi i sessi, più apertura mentale, consapevolezza, e meno bisogno del porno.

Ai signori che desiderano limitare i miei atti masturbatori

( in questa specifica situazione )

Non siete solo dalla parte sbagliata della storia, ma anche in una parte buia e molto triste. In nessun contesto sociale si è mai dimostrato che la privazione di un mezzo conosciuto ai più è in grado di produrre effetti positivi. Si vuole evitare che i minori guardino porno? I parental control esistono da anni, così come la capacità di dialogo e l’apertura mentale nei confronti di un gesto, il sesso, che tutti prima o poi faranno(diamine lo spero per loro). Tramite questi elementi ho comunque trovato un nuovo modo di praticare l’autoerotismo, una sorta di “giustizia masturbatoria”: Ogni volta che vedrò queste persone sputare vetriolo sulla emancipazione sessuale, sul sesso e sul porno, mi farò un “solitario” pensando al fatto che niente potrà fermare la mano sinistra e sporcacciona della masturbazione.

N.B. Si ribadisce che l’articolo non vuole in alcun modo toccare o sminuire esperienze e opinioni negative rispetto alla pornografia. Come ogni prodotto moderno il porno ha creato storture dovute a molteplici ragioni, prima tra tutte la tendenza ad alienare coloro che ne fanno uso. L’articolo intende parlare proprio di questo.

Articolo di Zio Pera, illustrazione di GVADAG. Ricordate di lasciare un mi piace sul blog e sulla pagina Facebook.

Cecità Blog 000

Panni infetti

Lui: Amò, allora che facciamo? Voglio che sia speciale questa volta.
Lei: Eh non so amo, possiamo andare al cinema, ci piace sempre guardare film.
Lui: Amo purtroppo hanno interrotto le produzioni per sto cazzo di virus, Sushi?
Lei: Eh trovalo un ristorante aperto ora amo, saranno chiusi o come minimo costeranno il doppio… ho già letto prezzi esorbitanti, tipo 15 euro.
Lui: Se devo spendere 15 euro come minimo il riso deve uscirmi dal naso come il pongo nelle formine, non posso permettermelo con i chili presi durante la quarantena.
Lei: Eh si amo, ma quindi??
Lui: Eh calma, sto cercando una soluzione, musei?
Lei: Chiusi, sarebbe assembramento, ancora sono esclusi, e poi se non ci sta quella roba della cacca nel barattolo o il taglio sulla tela non mi interessa.
Lui: Una pedalata in bici?
Lei: Direi di no, ricordi tutti quei tizi che sono andati per i cazzi loro in bici e gli hanno urlato addosso le peggio cose? Già quando giro in bici mi fischiano addosso, non voglio aggiungere altro pepe alla cosa, è ancora troppo presto e le vecchine dai balconi hanno voglia di sentirsi importanti.
Lui: Chi ti fischia addosso?
Lei: Boh. La gente.
Lui:Perché? Mica sei un cane.
Lei:Cose da donna, capita a tutte purtroppo.
Stiamo perdendo il punto, cosa facciamo? Non ti vedo da secoli, non ricordo neanche il tuo aspetto…
Lui: Ma se ci mandiamo quei cazzo di selfie tutti i giorni?! Ho solo più barba ed i capelli più lunghi.
Lei: Sarà meglio che ti dai una sistemata per quando ci vediamo.
Lui: Hai detto che stavo bene però…
Lei: Si ma è ora di tornare alla civiltà, non di sconfiggere Ramsey Bolton nella battaglia dei bastardi.
Lui: Inizio a pensare di aver fatto un grosso sbaglio a consigliarti il Trono di Spade durante la quarantena.
Lei: Tu non sai niente Jon Sn-
Lui: Piantala! Ora stai perdendo tu il punto, cosa facciamo settimana prossima? Devo anche organizzarmi per trovare un lavoro.
Lei: Non lo so amore, senti lasciamo stare, magari possiamo vederci in video chat e riprendere ad uscire quando fermano tutti sti divieti.
Lui: Perché perdi le speranze così? Pensavo volessimo vederci…
Lei: Non lo so amò volevo fare qualcosa di speciale, qualcosa che non abbiamo mai fatto insieme per celebrare la ritrovata libertà, voglio tornare ad averti vicino a stringerti, però in giro è ancora pieno di divieti e con quelle cazzo di mascherine puzzolenti non possiamo neanche limonare al parco…
Lui:……
Lei:……
-Attimo di silenzio.
Lui: Ti va se vengo da te e ci riguardiamo assieme il trono di spade?
Lei: Mio sole e stelle, non potevi avere una idea migliore!
Lui: La pianterai con le citazioni quando faremo sesso?
Lei: Chi ti ha detto che faremo sesso?
Lui:Non ci vediamo da secoli
Lei: E quindi? Per chi mi hai presa?
Lui: Un lannister paga sempre il suo debito.
Lei:…..
Lui:…..
-Attimo di silenzio-
Lei: Andata.

Panni Infetti Blog 000A lungo mi sono immaginato un discorso con la mia compagna simile a questo, togliendo le volgarità varie che sono solo frutto del mio essere.

Il tutto è nato dalla contemplazione del mio stato attuale di solitudine.

Per una persona amante della solitudine quale sono, è stato molto facile per me affrontare questo periodo. Parlandoci chiaro l’isolamento imposto non piace a nessuno, ma se sei abbastanza sgamato da vedere tutto questo con una mentalità del tipo “traiamo il meglio da questa storia”, avrai sicuramente avuto modo di riflettere molto su te stesso e su quello che ti circonda.

Buttandola sul personale non avendo un lavoro o una chiara occupazione nella vita, spesso ho passato pomeriggi e sere a guardare fuori dalla finestra di camera mia durante le pause dalla scrittura e dal computer.

Cosa vedevo da quella piccola finestra sul mondo? Il condominio di fronte al mio.

Ogni tot giorni quando una determinata famiglia metteva a stendere il bucato, gli altri attorno facevano la stessa cosa, creando una specie di “epidemia” di panni da asciugare con epicentro l’untore che per primo aveva steso le sue lenzuola appena lavate. Perchè diamine lo facevano tutti lo stesso giorno? Qualcuno potrà certamente dire che mi sfugge una qualche sorta di pratica casalinga che non mi compete: Beh, quel qualcuno avrebbe ragione da vendere.

Tuttavia soffermandoci sul semplice atto del mantenere le proprie abitudini e apparenze a prescindere dal contesto che stiamo vivendo, mi viene da pensare alla moltitudine di aspettative che ci assalgono ogni giorno.
“Il vicino si aspetta che come di consueto stenda i panni ad asciugare, il capo pretende che torni a lavoro come se niente fosse e mio figlio si aspetta i soliti soldi per comprarsi la skin nuova su Fortnite.”
Quale aspetto posso non aver nominato in comune tra tutti quelli sopra citati? Quale fascia della nostra vita è pronta a schiacciarci con le sue aspettative al termine di tutto questo? Le relazioni.

In queste settimane ho assistito personalmente a crisi amorose di ogni genere, dalle coppie che sono state assieme per troppo tempo a causa della quarantena, ad altre che per la troppa lontananza di sono allontanate ancor di più. Su questo secondo caso vorrei soffermarmi. Perchè questa roba?

Come ribadito inizialmente amo stare da solo, ma anche io porto questa specifica croce con me. Penso al fatto che sono stato con i miei pensieri per intere settimane, sviluppando abitudini e vizi di cui la mia compagna non sa nulla. In qualche modo mi sento una persona diversa da quella che ero prima, sarà la barba incolta ed i capelli da clochard a rendermi un errante pensatore del mondo, tuttavia mi sento estremamente inadeguato a riprendere da dove mi ero fermato con la mia vita, compreso nell’ambito sentimentale.

Il mio nido, che per tanto tempo è stato il mio conforto al termine di una giornata di sbattimenti è ora diventata una prigione mentale da cui io stesso non voglio fuggire, ora ci si aspetta che dopo tutto questo tempo io riprenda a “stendere i panni” come fanno tutti, magari postando al primo incontro con la mia metà con una bella foto su instagram e con gli hashtag tipo #stillalive o #backtoourlives.

Queste aspettative mi hanno ucciso per parecchio tempo e tutto quello che mi stava aspettando fuori dalle mura di camera mia mi spaventava:

Lavorare e girare in mascherina, rincontrare i miei amici al pub e decidere cosa diamine fare con la mia ragazza dopo tutto sto periodo. Aspettative, aspettative e aspettative: Si potrebbe pensare di fare qualcosa in grande, per celebrare la riunificazione dei due amori allontanati dalla malattia, oppure accettare lo stato di ameba umano adottato(anche dal sottoscritto) nelle ultime settimane e vedersi semplicemente a casa di uno o dell’altro per fare gli amebi assieme. Cosa fare? Ecco che mi ritornano in mente quei dannati panni puntualmente messi a stendere sempre nello stesso momento e provo a rigirare la faccenda in modo diverso.

E se l’impostazione mentale di dover stendere i panni quando lo fanno anche gli altri non fosse semplice mostrarsi puliti agli occhi del vicino, ma una pura e semplice costante della propria vita pre-quarantena? Se quelle persone che in modo quasi coreografico stendono fuori i loro panni usassero l’espediente del bucato per aggrapparsi a se stessi e all’idea di non essersi fatti impantanare da questa situazione?

Forse faccio troppo brainstorming e penserete “simo, quelli stendono i panni perchè hanno bisogno di farlo”, beh io penso, a prescindere dal fatto che concorderete nel dire che è strano che quelli si mettano SEMPRE a stendere i panni assieme, che sia necessario in queste occasioni soffermarsi su delle chiavi di lettura che nella loro atipicità possono dare ottimi punti di vista.

Sono diverso, più peloso e più grasso di quello che ero prima. Ho iniziato ad ascoltare musica di cui normalmente mi vergognerei,fumo troppo e indosso le stesse tute per troppo tempo.

Questo casino che è successo comunque non ha mai tolto una costante fondamentale dalla mia vita adulta, ogni volta che posso guardo fuori dalla finestra, tra una pausa e l’altra, e osservo stranito la gente del condominio di fronte che in modo sincronizzato stende quei dannati panni bagnati, con il sole o il brutto tempo. Sono lo stesso di sempre come lo è anche probabilmente la mia ragazza.

Quando la rivedrò le parlerò di ciò che ho preso e perso da tutto questo, ma saprò di essere sempre lo stesso di prima, che guarda fuori dalle finestre e si stranisce di ogni cosa.

Per concludere dovremmo valutare positivamente la solitudine per il tempo che ci da in compagnia di noi stessi. Non indossando maschere per così tanto tempo siamo destabilizzati e pensiamo di essere cambiati, ma è tutto l’opposto, abbiamo solo conosciuto meglio noi stessi e abbiamo paura che fuori dall’uscio di casa non saremo in grado di tornare in pista.

Ci riabitueremo presto alle maschere, non temete. Io comunque, continuerò a guardare fuori dalla finestra per ricordarmi che l’io senza maschera amava farlo. Chissa che magari finisco per scoprire perchè quelli di fronte stendono i panni tutti assieme.

Illustrazione di GVADAG e articolo di Zi0Pera.

Lasciate una like e condividete. Stendete i panni anche voi.

#quarantena #blog #comic #love #beard #like #post #art #post

Quattro Anni !

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“Polletto vecchio fa buon brodo!” Il nostro team raggiunge l’importante traguardo del quarto anno consecutivo di attività, ma i traguardi più importanti non si basano solamente sul tempo trascorso, quanto sulla crescita della qualità, dell’impegno e di voi tutti, che ci seguite sempre più numerosi!  Il Pianeta dei Polletti non si ferma, lavora a progetti nuovi, migliorando quelli già consolidati. Stay tuned! Presto nuove sorprese ed inediti episodi. Buon compleanno a Il Pianeta dei Polletti!!!

Viaggio al Centro della Tenda

Nove lunghi mesi sono trascorsi dall’ultima volta che abbiamo attraversato le terre di Gran Bernarda insieme. Lungo il concepimento, la gestazione e il parto di questo ottavo capitolo, un tragitto interminabile e tortuoso è stato affrontato: oltre le tavole a fumetti, oltre la sceneggiatura, verso un futuro incerto fatto di revisioni cartacee e di partecipazioni inaspettate a gloriosi eventi. E mentre noi penetriamo instancabili le difficoltà quotidiane, anche Onofrio, Lorina e Cogusu si apprestano a varcare la soglia della dimora di Moira, inoltrandosi in un abissale percorso che li cambierà radicalmente. Preparatevi, ne usciremo inzuppati. Buona lettura a tutti!

Avvertenze 008

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I Sogni son dei Sederi

 

Ebbene si! Ecco finalmente svelato il motivo di tanto ritardo nelle pubblicazioni legate al blog e allo stesso tempo una delle grandi novità del 2019: Pee-Man ed i Masturbatori dell’universo sarà presto disponibile su carta grazie alla magia di SHERAZADE!

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